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MILANO, 11 APRILE - Il duce
guardò il cielo. Trasecolò. Non disse "Quel maledetto Ufo" perché ancora non
si parlava di oggetti volanti non identificati. Forse disse in romagnolo "Sorbole,
un'aeronave sconosciuta" e smoccolò a lungo. Fantapolitica ma non tanto. Perché se
i documenti in possesso del Cun, il Centro Ufologico nazionale sono veri e autentici come
afferma anche il consulente tecnico incaricato di datarli, un oggetto non identificato
piombò un giorno del 1933 dai cieli di Milano. Mentre ciò che restava della navicella
aliena veniva ricoverato e infrattato chissà dove, la macchina della censura si metteva
in potente movimento. Nessuna notizia. Bavaglio all'Agenzia Stefani (l'Ansa di allora),
minacce per i giornalisti di trascinarli fino al tribunale speciale.
Ecco la storia di questo Ufo-crash ante litteram come
può essere ricostruita dai documenti in possesso del presidente del Cun Roberto Pinotti e
del segretario Alfredo Lissoni.
La data è il 13 giugno 1933. Il telegramma porta l'intestazione "Ufficio telegrafico
di Milano" e la dicitura "Riservatissimo - lampo - priorità su tutte le
priorità". Come mittente reca la voce prestampata "Agenzia Stefani". Il
testo: "D'ordine personale del Duce disponesi assoluto silenzio su presunto
atterraggio su suolo nazionale at opera aeromobile sconosciuto Stop Confermasi versione
pubblicanda diffusa dispaccio Stefani odierno stop Idem versione anche at personale e
giornalisti Stop Previste max pene per trasgressori fino at deferimento tribunale
sicurezza dello Stato stop Per immediata conferma ricevimento stop Direzione affari
speciali". Sono le 16. Ma del misterioso atterraggio si parla già dalla prima
mattinata. La macchina della censura si è messa in moto con tempestiva solerzia. Lo
conferma un secondo telegramma della Direzione affari speciali. L'orario è quello delle
17,07. "D'ordine personale del Duce disponesi immediato dicesi immediato arresto
diffusione notizia relativa at aeromobile natura et provenienza sconosciuta di cui at
dispaccio Stefani data odierna hore 7 et 30 Stop Disponesi istantanea rifusione eventuali
piombi giornalistici recanti detta notizia Stop Previste max pene per trasgressori fino at
deferimento tribunale sicurezza dello Stato Stop dare immediata conferma del ricevimento
Stop".
E se qualcosa fosse trapelato, se un giornalista malaccorto
avesse avuto la temerarietà di pubblicare anche solo un brandello di notizia? Mentre
l'incauto avrebbe preso la via di Ventotene, sarebbe stata servita dall'Osservatorio di
Brera una versione di comodo: l'oggetto misterioso era solo un enorme meteorite.
Insomma è giornata di mobilitazione generale di tutti i gangli vitali dell'aviazione,
dello Stato, del regime a cominciare dall'Ovra, la polizia segreta.
I telegrammi portano tutti un'unica sigla, quella che
parrebbe una "f".. La stessa "f" che campeggia su una busta intestata
"Senato del Regno" e fatta arrivare agli ufologi del Cun Pinotti e Lissoni dove
è scritto a stampatello: "Riservatissimo (sottolineato) A mani di S.E. Galeazzo
Ciano". Quindi anche il potente ministro degli Esteri, genero di Mussolini, viene
coinvolto nel misterioso crash in territorio milanese. Ancora una "f" sigla una
lettera con l'intestazione Agenzia Stefani indirizzata a un certo Alfredo. Si accenna a un
caso Moretti del quale "non si può parlare che a quattr'occhi data la delicatezza e
la particolarità della vicenda". "Se mi chiedi un consiglio, eccolo: non dire a
nessuno - ripeto nessuno e ciò comprende i parenti più stretti - quanto hai visto".
Ottimo consiglio perché da un'altra lettera del misterioso
"f" si appprende che il povero Moretti (un testimone scomodo dell'atterraggio?)
era stato rinchiuso in un manicomio.
Foto: un "disco volante" disegnato negli anni della II Guerra
Mondiale
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