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MILANO, 11 APRILE - L'Ufo
"milanese" preoccupò Mussolini. Con ragione.
L'Aeronautica italiana, con ben impresse sulle ali dei suoi apparecchi le aquile littorie,
era la prima nel mondo. Che un oggetto volante di provenienza sconosciuta planasse sul
suolo italico e per giunta a un passo dalla città che aveva dato i natali al fascismo,
suonava come un attentato a quella supremazia.
Francese o inglese, si chiese il capo del fascismo? Per sciogliere il suo dubbio spaziale
Mussolini costituì una struttura segretissima, il Gabinetto RS/33 (RS stava per Ricerche
Speciali). Presidente venne designato Guglielmo Marconi, ma il grande scienziato disertò
tutte le sedute. Componevano il Gabinetto l'astronomo Gino Cecchini professori Vallauri,
Pirotta, Crocco, Debbasi, Severi, Bottazzi e Giordani, nonché il conte Luigi Cozza, come
referente organizzativo ed elemento di collegamento logistico con i vertici del regime.
RS/33 si riunì alcune volte e produsse un dossier di una trentina di pagine che esaminava
tutti gli avvistamenti di oggetti volanti sconosciuti dal 1933 al 1940.
Il duce non poteva saperlo ma spinto da una preoccupazione più bellica che scientifica
aveva dato all'Italia il primato nella nascita dell'ufologia. Era il 1933. Solo
quattordici anni dopo gli Stati Uniti battezzarono la nuova "scienza" che
studiava gli oggetti volanti non identificati.
Foto: Guglielmo Marconi

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