ITALIA 1985: UNA MANCATA COLLISIONE

Sono le ore 16,905 (ora legale italiana) del 15 agosto 1985 ed il Boeing 727 della compagnia ellenica Olympic Airways (volo OA 132) partito da Zurigo e diretto ad Atene, si trova a 26.500 piedi di quota (circa 7.570 metri), in un punto situato a circa 20 miglia a nord-ovest della località di Trezzo d'Adda (Milano). Il volo (partito con un'ora e mezza di ritardo da Zurigo) segue una rotta di 320° lungo l'aerovia "AMBER 14". Improvvisamente, in prossimità del punto "canne" (posizione di riporto fissa per i velivoli sulla rotta da Zurigo ad Atene) dalla cabina del veivolo il pilota Christos Stamulis e il suo secondo Costantinos Pirattakis, osservano un oggetto sconosciuto che sfreccia davanti al loro aereo e scompare in pochi secondi.

boenig727.gif (18710 byte)Immediatamente Stamulis chiama la torre di controllo dell'aeroporto di Milano-Linate alla quale, concitatamente, espone i fatti. Scatta l'allarme e i responsabili dello scalo avvertono il centro controllo di Padova e l'aeronautica militare.

Poco dopo, sia Milano-Linate che il centro controllo aereo di Montevenda comunicano al pilota ellenico di non registrare sui loro schermi radar alcun oggetto volante oltre al Boeing 727.

Secondo il rapporto sull'incidente (in gergo "Air traffic incident report") inoltrato alla compagnia aerea greca dal comandante Stamulis, un "missile sconosciuto", è transitato ad una distanza tra i 200 e i 500 piedi (circa 6'/150 metri) dal muso del Boeing, con una traettoria che ha tagliato la rotta dello stesso da sinistra a destra.

Il presunto missile quindi, proveniva dal territorio italiano e appariva diretto verso quello elvetico.

Il pilota greco ha descritto l'oggetto come un corpo affusolato ed a punta di alcuni metri di lunghezza, privo di impennaggi alari, di colore marrone scuro.

I passeggeri non si sono accorti di nulla e il volo OA 132 è proseguito senza ulteriori contrattempo fino alla capitale ellenica.