Le dot.com alla conquista di Marte
Piovono investimenti sulla ricerca per andare a colonizzare il Pianeta Rosso. In prima linea le aziende di Internet

31 AGOSTO 2001 - La gravità di Marte è pari al 38 per cento di quella terrestre. Siamo poi sicuri che una volta conquistato il Pianeta Rosso non subentrino pesanti problemi di adattamento, che vanno a coinvolgere l'apparato scheletrico, circolatorio e riproduttivo?

Gli effetti sul corpo di gravità diverse da quella terrestre sono ben noti; la lunga permanenza di astronauti sulla Mir e sulla Stazione spaziale internazionale hanno consentito di individuare una gran quantità di problemi, ma in vista della colonizzazione di Marte (che non è una battuta, ma un progetto serio non solo della Nasa) si pongono già pesanti interrogativi su come "aggirare l'ostacolo" della differenza di gravità.

Ad affrontare il problema entrano in scena per la prima volta le dot.com, le compagnie di Internet che hanno deciso di investire soldi proprio su questa ricerca.

A beneficiare dei finanziamenti non è la Nasa, ma la Mars Society, un'associazione no-profit che è però fiancheggiata dall'ente spaziale americano.

A fornire i soldi sono stati Elon Musk, 30enne che ha fondato Zip2.com (venduta nel '99 alla Compaq Computer per più di 670 miliardi di lire) e X.com. (che ha creato la società PayPal) assieme ad Adeo Ressi, 29enne, anche lui genio delle dot.com.

Ma i due giovanissimi imprenditori delle dot.com non sono gli unici che hanno investito nella conquista di Marte; a quanto si è appreso sarebbero diversi i soggetti interessati a raggiungere Marte, svilupparci e mantenerci la vita.

Uno degli esperimenti di maggior interesse pensati dalla Mars Society, è quello di creare dei sistemi rotanti per la creazione di gravità artificiale e per questo c'è già il progetto di mandare nello spazio una dozzina di gatti per due mesi e controllare se sono rimasti immuni dagli effetti negativi dell'assenza di gravità.

tratto da testata_il giorno.gif (4670 byte) articolo di Giovanni Lani