Restano un mistero le luci
di Hessdalen

Si è conclusa la nuova missione italiana in Norvegia. Ancora inspiegabile il fenomeno che appare sui cieli a sud di Trondheim

29 AGOSTO 2001 - Resta il mistero sulle luci di Hessdalen, la valle norvegese a 80 chilometri a sud di Trondheim, dove da anni si registrano grandi luci anomale sospese a mezz'aria, tuttora inspiegate. La spedizione italiana è riuscita a raccogliere solo pochi dati per colpa della pioggia.

Con il rientro dell'astrofisico Massimo Teodorani e della studiosa Simona Righini, dopo quattro settimane a Hessdalen, è terminata con pochi dati la missione 2001 dei ricercatori italiani nella valle norvegese. Colpa della pioggia incessante che per giorni e giorni ha impedito l'uso degli strumenti di osservazione ottica più appropriati. Si sono comunque compiute riprese video e scattate numerose fotografie.

Restano "intriganti", come dice Teodorani, le grandi luci di forme diverse che qualche volta si fermano a mezz'aria anche per più di un'ora, altre sorvolano la vallata, lentamente o a grande velocità (un radar ha registrato anche 8.500 metri al secondo), prima di sparire. Il fenomeno si ripete diverse volte al mese e mai con le stesse caratteristiche. Il movimento è irregolare; la luce, fissa o intermittente e di colore giallo, rosso o blu, può essere tanto forte da illuminare il suolo. Più frequente tra il 1981 e il 1984, con una ventina di avvistamenti la settimana, il fenomeno si è fatto più saltuario negli ultimi anni, e si è stabilizzato intorno a 20 avvistamenti annuali. Una spiegazione, però, non è stata ancora trovata.

Dal dicembre del 1981 nelle zone attorno a Hessdalen vennero anche segnalate centinaia di osservazioni Ufo e l'esercito norvegese mandò addirittura due ufficiali a indagare. Ma i risultati delle prime analisi suggerirono altre spiegazioni di un fenomeno luminoso che tende ad apparire in concomitanza con perturbazioni magnetiche. E le misure magnetometriche, radiometriche e radar, ben più attendibili delle testimonianze, hanno messo in evidenza qualche indizio di correlazione con i picchi dell'attività solare. Sulla base dei dati analizzati viene avanzata l'ipotesi - tutta da confermare - che il fenomeno luminoso di Hessdalen sia dovuto alla ionizzazione atmosferica innescata dall'attività solare.

Qualche intraprendente curioso italiano è arrivato fin lassù anche quest' anno, ma giorni e giorni di pioggia incessante, freddo intenso e scomodità di alloggiamento hanno dissuaso lo sparuto gruppo di "turisti ufologi". "No, niente Ufo", si schernisce Teodorani. Il 'Progetto Hessdalen' che indaga il fenomeno è sostenuto dall'università norvegese Ostfold College, che da 3 anni registra tutti i passaggi luminosi. La spedizione italiana 2001 è arrivata di rinforzo: prosegue la missione 'Embla 2000' organizzata allora dal Cnr con l'appoggio esterno del Comitato Italiano per il Progetto Hessdalen (Ciph) che finanziò il primo lavoro norvegese di Teodorani, astronomo- astrofisico di Cesena che dirige il Comitato.

Quest'anno l'intera missione è stata finanziata dal Ciph e i due ricercatori inizialmente previsti sono aumentati a sei: Andrea Cremonini del Cnr, Flavio Gori (esperto fiorentino di onde radio e coordinatore europeo del progetto Nasa Inspire), Simona Righini (imolese laureanda in astronomia) e, nell'ultima parte della missione, Stelio Montebugnoli (che l'anno scorso diede impulso al gruppo di ricerca), Jader Monari e Marco Poloni dell'Istituto di Radioastronomia del Cnr di Bologna.

Link

Il sito del comitato italiano di Hessdalen
Il sito ufficiale degli studiosi del fenomeno di Hessdalen
Le luci di Hessdalen (filmato QuickTime 72Kb