Macchè Ufo, sono «eventi atmosferici»

ISPRA — «Le luci di Hessdalen»: verranno presentate nel corso di un convegno previsto stasera alla club house del Ccr Ispra i risultati di una serie di "spedizioni" italiane in Norvegia, per studiare un fenomeno che per decenni ha incuriosito la scienza ed affascinato l'opinione pubblica.
L'appuntamento, con ingresso libero, è dunque fissato oggi alle 20.45, relatore l'astrofisico Massimo Teodorani che si soffermerà sui recenti sviluppi della missione Hessdalen. Dove si segnalano strane luci nel cielo, per vent'anni scambiate per Ufo ed infine studiate scientificamente, nell'agosto scorso, da un team di ricercatori bolognesi del Cnr, giunti alla spiegazione del mistero che sarebbe riconducibile ad un evento atmosferico. I lavori saranno aperti da Stefania Genovese, ufologa di Caronno Pertusella, la prima studentessa laureatasi con una tesi sul fenomeno Ufo dal titolo " La costruzione del mito Ufo"; vincitrice anche di un riconoscimento internazionale da parte dell'Università di Barcellona; che per l'occasione presenterà il suo nuovo libro "Ufo: complessità ed anomalie di un mito" (Segno edizioni). Ma torniamo ad Hessdalen: il fenomeno luminoso fece la sua comparsa in questa valle della Norvegia centrale nei primi anni '80, sotto forma di luci di forma sferica di colore bianco-giallo dalla luminosità costante, luci dalla luminosità intermittente, luci dalla traiettoria oscillante e luci composite multicolori. Preso atto della forte ricorrenza geografica del fenomeno, un gruppo di ricercatori norvegesi ne tentò nel 1984 una misurazione strumentale. Nel 1994, nacque una collaborazione tra Teodorani e la squadra di Hessdalen.
Nel 1995 l'astrofisico italiano riuscì a coinvolgere il Cnr, il Consiglio nazionale delle ricerche. Sono così nate le basi del "Progetto Embla".
Roberto Banfi