ITALIA 1983: UN GROSSO OGGETTO SOLCA I CIELI
Tre le 23 e le 24 di lunedì 6 giugno 1983 un grosso oggetto luminoso a forma di sigaro solcò i cieli della Sardegna, della Francia meridionale, della Liguria, della Toscana, del Piemonte e della Lombardia facendosi notare da migliaia di persone.
Il fatto destò molto clamore. Per la prima volta un UFO, perchè appunto di un oggetto volante non identificato si trattava, era stato visto contemporaneamente da innumerevoli testimoni.
Tutti i giornali ne parlarono con vistosi titoli ad effetto: "Un sigaro di fuoco nel cielo di Sassari"(La Nuova Sardegna); "Un UFO sfreccia nel cielo di Genova" (Il Lavoro); "L'UFO che brucia ha tenuto i milanesi a naso in su" (Corriere della Sera); "Una notte di UFO sull'Italia" (La Stampa); "Un UFO viaggia nei cieli d'Italia: marziani in trasferta o meteoriti?" (Il Giornale) e molti altri ancora.
Nonostante l'evidente inspiegabilità del fenomeno, qualcuno si preoccupò di gettare acqua sul fuoco. Mario Cavedon, ad esempio, responsabile del Planetario di Milano, affermò che potevano esservi diversi interpretazioni scientifiche: un bolide in fase di disintegrazione, un corpo in orbita illuminato dal sole, oppure una scarica elettrica.
Ma il Dott. Cavedon non tenne conto delle caratteristiche dell'UFO descritto da vari testimoni: quota relativamente bassa e più luci (tre davanti ed una dietro) notate distintamente sul corpo dell'oggetto. Nè d'altra parte lo scienziato si preoccupò di prendere in considerazione il tortuoso giro che l'UFO compì seguendo la sua misteriosa rotta.
Il responsabile della Torre di Controllo dell'Aeroporto di Marsiglia affermò di aver visto l'UFO ma di non essere stato capace di farlo inquadrare dai radar.
In nessun aeroporto dell'Italia settentrionale il personale addetto alle torri di controllo affermò di avere visto ad occhi nudo o tramite gli schermi radar l'UFO.